La traspirabilita'

Le normative relative al risparmio energetico, partendo dalla L. 373/76, continuando con la L. 10/91 e finendo oggi con i D.Lgs. 192/05 e 311/06, hanno obbligato i progettisti a ridurre, sempre di più, le perdite di calore attraverso le pareti dell’involucro edilizio. L’esigenza di aumentare l’isolamento termico porta spesso a trascurare un’altra fondamentale caratteristica della muratura, la traspirabilità, che viene ad essere ridotta al punto da creare gli ormai “celebri” problemi di condense con le conseguenti e indesiderate muffe. La soluzione a questo problema è utilizzare selezionati materiali che permettano al paramento murario di “respirare”, regolando l’umidità prodotta all’interno di locali abitativi.

La muratura in laterizio ha la straordinaria capacità di smaltire l’umidità in eccesso prodotta negli ambienti, (calore latente delle persone, cucina, ecc..), evitando i pericolosi effetti del differenziale di potenziale, tra interno ed esterno, che “spinge” il vapore ad attraversare il paramento. A tal fine però, è necessario che tutti i componenti della stratigrafia muraria siano traspiranti.

Gli indicatori della traspirabilità sono due:

1. μ - resistenza alla diffusione al vapore
rapporto fra la permeabilità dell’aria (190x10-9 g/s m Pa) e la permeabilità del materiale. (numero adimensionale sempre maggiore di 1)

2. δv - permeabilità al vapore
rappresenta la quantità di vapore che passa nell’unità di tempo attraverso una sezione unitaria di una parete di spessore unitario sotto una determinata differenza di pressione. (g/s m Pa – grammo/secondo metro Pascal)

La relazione che lega i predetti parametri è rappresentata dalla seguente eguaglianza: μ = 190 x 10-9/ δv