Inerzia termica

Le tecniche dei paesi centro-europei del nord, dove il contenimento delle dispersioni termiche viene attuato con l’applicazione di elevati spessori di isolanti, sono ormai diventati un diffuso vademecum di progettazione. Questa mentalità è figlia di soluzioni costruttive, dove l’efficienza energetica viene perseguita esclusivamente attraverso valori di trasmittanza particolarmente performanti. Tutto questo, se può essere accettato per i climi freddi e rigidi, si rivela assolutamente inappropriato per il nostro clima mediterraneo.

Considerare la trasmittanza termica come unico fattore discriminante vuol dire “immergere” l’involucro edilizio in un regime stazionario, un errore che ci allontana dalla realtà, soprattutto se la nostra analisi viene effettuata nell’arco di una giornata e meglio (o peggio) ancora nell’intero anno solare (dove si riscontrano elevate escursioni termiche).
Solo attraverso un calcolo in regime dinamico periodico è possibile simulare il comportamento reale di un edificio, in relazione alle fluttuazioni della temperatura esterna. In particolare, nel calcolo dinamico si fa riferimento alle seguenti proprietà termiche:

  • l’inerzia termica
  • lo sfasamento
  • l’attenuazione (o fattore di decremento)
  • la capacità termica
  • la diffusività termica